Mi chiedo se anche il concetto di normalità cambierà dopo questa crisi – BUONA DOMENICA

La storia dell’umanità è costellata da eventi epocali; eventi che, in positivo o in negativo, lasciano una traccia indelebile di sé e che, una volta conclusisi, cambiano profondamente la società, ne mutano il profilo, radicalmente.
Io ritengo, senza per questo rubare il mestiere ai sociologi, che la cosiddetta “emergenza coronavirus“, stravolgerà alla base usi e costumi del nostro vivere, modificando radicalmente il sistema delle relazioni sociali, su cui abbiamo costruito il nostro essere singoli o essere comunità.

Oggi siamo chiamati ad una vera e propria guerra contro un nemico insidioso ed invisibile, un nemico che mette a repentaglio la nostra salute e la nostra stessa vita…. siamo chiamati a combattere una battaglia che si vince solamente in un modo: rispettando rigidamente i protocolli e le regole di condotta, dettate dal governo e dalla comunità scientifica.

Solo così torneremo alla vita di tutti i giorni, al nostro lavoro, alle nostre attività e alle nostre relazioni sociali…. insomma, alla normalità.
Eppure mi chiedo se anche il concetto di normalità non cambierà profondamente dopo questa crisi di sistema.
E noi dovremmo essere pronti.
Qui non si tratta di avere paura o di lasciarsi prendere dal panico!
Si tratta semmai di essere pronti ad affrontare e vincere le sfide della modernità e del futuro.
Si tratterà di accettare nuove regole di condotta e relazionali, vivere un tempo nuovo, con tutti i suoi interrogativi, ma anche con tutte le potenzialità ed opportunità di crescita, che ogni tempo si porta dietro.
Del resto vivere proiettando il proprio sguardo nel futuro è, da sempre, una prerogativa delle nuove generazioni….e noi non possiamo essere da meno.
Se c’è una cosa che questo tempo difficile, che stiamo vivendo insieme, ci sta insegnando è che, al di là delle fisiologiche sacche di immaturità, irresponsabilità o, peggio ancora, di stupidità, la stragrande maggioranza dei giovani, dei ragazzi, in Sicilia, più che altrove, stanno dimostrando, con i propri comportamenti, di avere colto appieno il vero significato della frase “Io resto a casa“!
È proprio sulla maturità dimostrata dai nostri ragazzi migliori che dobbiamo gettare le basi per costruire il futuro e preparare la risalita, una volta conclusa la fase dell’emergenza.
In quanto giovane dirigente politico e rappresentante delle istituzioni democratiche siciliane, intendo dare fino in fondo il mio contributo, affinché la Sicilia, oltre a dimostrarsi modello di rigore sociale nel saper affrontare l’emergenza, possa essere, a crisi finita, anche modello di crescita e di rilancio, sociale, culturale, economico, occupazionale….. e naturalmente anche relazionale, coltivando l’ambizione, forse un po’ incosciente, ma assolutamente consapevole, di voler finalmente determinare una rivisitazione del nostro “stato sociale”, adeguandolo alle esigenze di un tempo nuovo, che impone un nuovo concetto di comunità e di società.