Si è appena conclusa la campagna olearia per l’anno 2019/2020….. e non mi pare inappropriato utilizzare la parola “scandalo”, per definire quanto accaduto!
Va denunciato, infatti, che nel silenzio e nell’indifferenza pressoché generale della politica e delle istituzioni, a tutti i livelli, è stato commesso un autentico “omicidio”, perpetrato ai danni di un intero indotto economico, che in Sicilia ha sempre registrato numeri importanti per la crescita e lo sviluppo di un’intera regione, offrendo da sempre ai mercati un olio di livello internazionale.
L’indecente bolla speculativa, nata e sorta in alcune regioni del Mezzogiorno, in primis la Puglia e la Calabria, in aggiunta alla spietata concorrenza della Spagna e di alcune regioni del maghreb, fra cui la Tunisia, hanno letteralmente ammazzato i nostri produttori oleari, costretti a vendere il proprio olio a prezzi inaccettabili, mortificando l’eccellenza di uno dei nostri prodotti più identificativi.
I nostri produttori, da cui sovente le istituzioni pretendono solamente, senza mai offrire alcun tipo di tutela o salvaguardia, sono stati costretti dunque a subire un prezzo dell’olio ai limiti della vessatorietà; alcuni hanno addirittura scelto di non iniziare nemmeno la raccolta delle olive; altri, seppur consapevolmente, sono andati incontro a perdite clamorose, pur di non lasciare perdere la raccolta delle olive.
Il tutto, manco a dirlo, nel silenzio più assordante del governo, a cui evidentemente non frega un fico secco del futuro e del destino di centinaia di migliaia di nostri produttori ed imprenditori agricoli.
Ebbene, non intendo subire oltre questa vergognosa indifferenza!
Da parlamentare regionale e da vicepresidente della commissione attività produttiva intendo andare a fondo a questa vicenda, chiamare a raccolta tutte le organizzazioni di categoria, chiedere il sostegno di produttori ed imprenditori agricoli, rimarcare responsabilità e colpe e dire a chi ha subito questi fatti vergognosi, che mai più la Sicilia li abbandonerà al loro destino.
Da figlio di produttore agricolo, pretendo risposte ma soprattutto pretendo giustizia…..ora basta!”

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