Buon giorno e buona domenica.

È mia abitudine prima di scrivere queste poche righe, quasi ogni domenica, sfogliare le notizie della settimana, cercare di unire i puntini degli accadimenti, tracciare una linea che possa congiungere causa ed effetto. Di solito, devo dire, non è una bella sensazione.

Fallimenti, crisi politiche, inadeguatezza delle istituzioni, per non parlare di dolore e violenza.

Ma questa settimana qualcosa mi ha fatto ritrovare il sorriso. Accanto alle immagini pietose di una Venezia che sprofonda, tra passeggiate al limite del grottesco di qualche personaggio, ho visto quelle dei volontari che, senza nulla in cambio, sono accorsi da tutta Italia per dare una mano alla popolazione in difficoltà.

Gli angeli dell’acqua alta

Ho visto la folla bellissima, pacifica, antirazzista, antifascista e piena di idee di Bologna e il baciamano del Carabiniere a Ilaria Cucchi, dopo la pronuncia della sentenza di condanna per l’omicidio di Stefano, nei confronti di esponenti dell’Arma.

Ho visto i quattro ragazzi che hanno organizzato, senza soldi o sponsor, la manifestazione a Bologna sorridere felici per aver svegliato le coscienze di un Paese che è stanco d’essere preso in giro ma che, evidentemente, non ha perso la voglia di combattere.

E allora mi è tornata in mente una frase – che non ricordo nemmeno dove ho sentito – ma che mi bussa nella testa… “getta il cuore oltre l’ostacolo”.

Lanciati, prova, arrampicati in alto con tutte le tue forze per raggiungere la cima, senza temere, senza avere paura, perché

i 4 giovani che hanno riempito la piazza di sardine
Bologna: i 4 giovani che hanno riempito la piazza di sardine

oltre le difficoltà, oltre la parete ripida e pericolosa, oltre l’ostacolo c’è il cuore. E così, sono convinto, mossi dal coraggio delle idee, dalla bellezza dei loro anni e dalla fierezza di quel cuore oltre l’ostacolo, hanno fatto i giovani d’Italia con stivali di gomma e giubbotti di plastica tra i calli veneziani, e quei quattro amici – siete stati grandissimi, davvero – che a suon di megafono e sincerità hanno riunito a piazza Maggiore oltr

Ilaria Cucchi
    il baciamano a              Ilaria Cucchi

e 12.000 sardine. Hanno preso i loro sogni, la cosa più preziose che abbiamo, e li hanno lanciati oltre la disillusione della politica, oltre la rabbia della destra populista, tanto lontano da chiedere aiuto a un’intera piazza gremita di gente per andare a riprenderli.

Così, credo, anche Ilaria. Oltre l’ostacolo del muro di silenzio e dell’omertà, per lei e la sua famiglia c’erano verità e giustizia, ma tant’è, è bastato mettere più forza nel lancio, non ascoltare odiose e velenose voci fuori campo, stringersi nel coraggio e nella determinazione per ritrovare, dopo l’ardua scalata, la vittoria.

Un popolo che ritrova il cuore, che lo riprende con passione e uno Stato che torna ad essere “gentile”, sfiorando dall’austera divisa, la mano di una cittadina. Si, è una bella domenica.

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