Avrei voluto riprendere questa rubrica, dopo una breve pausa, con una riflessione sulla mobilità interna alla nostra regione. Perché, non prendiamoci in giro, muoversi in Sicilia è talvolta davvero un’Odissea… E non per niente anche Ulisse ci ha perso i suoi annetti ad andarsene dalla bella isola del Mediterraneo. Strade inesistenti, stazioni ferroviarie in perenne manutenzione, infrastrutture che chiedono interventi. Certo qualcosa si è fatto, ma tanto, troppo c’è ancora da fare. Sapete bene che la questione “viabilità” mi tocca da vicino e che a più riprese, con tutti i mezzi a mia disposizione, sono intervenuto portando avanti tante battaglie, ma oggi la mia attenzione è stata certamente catturata da una tragedia che ha colpito al cuore non solo ogni italiano ma ogni donna e ogni uomo che, per motivi più diversi, dalla vacanza al semplice scalo in un aeroporto, sia stato in Italia. Perché quella divisa scura, quella fiamma oro che brilla sul petto di tanti ragazzi e ragazze, tanti uomini e donne, bellissimi servitori dello Stato, ha sicuramente incrociato lo sguardo di ciascuno di noi, strappandoci un sorriso o un momento di disappunto. La notizia dei due agenti di Polizia, ammazzati nella giornata di ieri, all’interno della Questura di Trieste, è arrivata come un pugno allo stomaco, uno schiaffo alla libertà e alle fondamenta del nostro ordinamento. Il dolore umano, per le famiglie e i loro cari, viene amplificato dal dolore per lo Stato, per la nostra Repubblica, a cui gli appartenenti alle Forze dell’ordine assicurano, ogni giorno, fedeltà. Il loro senso di responsabilità è la garanzia della tranquillità delle nostre vite, è l’altra faccia della medaglia della possibilità di dormire sonni sereni, di vivere all’oscuro di barbarie, miserie e sofferenze umane. Il lavoro degli agenti, tutti, è una missione quotidiana di civiltà e diritto, severità e compassione a tutela di quella uguaglianza che, formale e sostanziale, è la base della nostra democrazia. Questa domenica di lutto per le Istituzioni, cui si stringono tutti i cittadini, la passeró a piangere e insieme ringraziare Pierluigi Rotta e Matteo Demengo, perché con l’inconsapevole coraggio di chi fa il proprio dovere hanno perso la vita per servire il nostro Paese che, troppo spesso, dimentica quanto sia pericolosa la quotidiana difesa della pubblica sicurezza.

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