“Tempo fa hanno portato a Lampedusa una ragazza giovane che aveva perso l’uso delle gambe. Mi aveva detto che l’avevano violentata fino a paralizzarla. È arrivata con una bambina. La mamma che era in condizioni ai minimi termini, non pesava più di trenta chili. Quando abbiamo dato alla bambina i biscotti, lei non li ha mangiati, li ha sminuzzati e imboccava la mamma come un uccellino. Erano sei mesi che si prendeva cura della mamma. Aveva quattro anni. Quando le abbiamo dato un giocattolo non lo ha voluto, non era più una bambina”.

Queste parole non sono mie ma di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa. Siamo di fronte ad una migrazione epocale, ad una grande emergenza che ci riguarda davvero da vicino e che fa notizia su social e media spesso in maniera fin troppo superficiale. La situazione è davvero complicata e dare facili soluzioni è da stupidi, ma è certo che non possiamo stare con le mani in mano. La soluzione non credo di averla, ma ritengo che Pietro Bartolo conosca il problema della migrazione da vicino, sia competente e abbia maturato un’esperienza che è comune a pochi altri uomini. Sapere della sua corsa alle prossime elezioni europee è motivo di fiducia e speranza per l’Europa.

Perché vi dico tutto questo?

Perché tra qualche settimana si voterà per i rappresentanti al Parlamento Europeo e credo quindi che sia tempo di chiederci qual è l’Europa che vogliamo, quali gli obiettivi e i valori. Perché se è vero che l’Unione Europea è una realtà già dal dopoguerra (pure con enormi differenze di contenuti e grandezza rispetto all’Unione che oggi conosciamo) non possiamo dimenticare che è compito dei cittadini europei e degli Stati membri modellare questa grande realtà ai mutamenti del pianeta. In vista delle prossime elezioni europee, quindi, ho deciso di ricordare prima di tutto a me stesso il mio sogno d’Europa, di rispolverare quei valori che mi rendono fiero cittadino siciliano, italiano ed europeo e, prima ancora, Uomo. Dobbiamo ora scegliere chi ci rappresenterà a Bruxelles e considerare quale valori intendiamo indispensabili nella politica internazionale e ancor di più comunitaria.

E voi, che ne pensate? Buona domenica.

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