Prodotti agricoli, ittiturismo e pescaturismo. Presentati due disegni di Legge

Anche se i giorni successivi all’approvazione della manovra finanziaria sono fisiologicamente meno intensi, in realtà io non mi sono mai fermato, anzi, ho voluto intensificare l’attività parlamentare presentando da vice presidente della Commissione parlamentare Attività produttive due diverse proposte di legge che hanno come obiettivo di procedere ad una seria ristrutturazione dei sistemi alimentari locali che permetta agli agricoltori e alle aziende agricole di lavorare, trasformare e confezionare i loro prodotti, per la vendita e la degustazione. E’ un tentativo di riavvicinamento alla terra, quale fonte di ricchezza e leva turistica, sostenendo le bellissime e coraggiose realtà di piccola agricoltura contadina, orgoglio dell’entroterra siciliano. In particolare:

– Un disegno di legge in materia di ittiturismo e pescaturismo con l’obiettivo di promuovere il turismo in ogni sua forma, anche in relazione al settore della pesca marittima. L’ittiturismo e il pescaturismo rappresentano una nuova e diversa opportunità per rivalutare l’attività della pesca e dare un significato più ampio al lavoro del pescatore, memoria e Tesoro della nostra tradizione insulare.  Il turista in tal modo si avvicina al mondo della pesca, alle sue peculiarita e alla sua immensa cultura gastronomica.

– Un disegno di legge che riguarda le “Nuove disposizioni per il trattamento, la trasformazione ed il confezionamento dei prodotti agricoli di esclusiva provenienza aziendale“. La ratio di fondo della proposta di legge che si rivolge alla piccola agricoltura contadina è quella di andare incontro alle esigenze di questo settore, agevolandolo.
Attraverso tale intervento si pone in essere una sorta di ristrutturazione dei sistemi alimentari locali, mediante investimenti appropriati in infrastrutture, strutture per il confezionamento e la lavorazione e canali di distribuzione, così da consentire, guidare e incoraggiare i piccoli proprietari ad organizzarsi in modo da beneficiare delle economie di scala per muoversi verso attività a più alto valore nella filiera alimentare.

Stampa
Condividi